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Dedica: l’insieme dei lavori in corso di elaborazione permanente sono dedicati a Thérèse Martin alla cui storia abbiamo in particolare destinato il seguente lavoro: “Thérèse Martin: l’Amore e la Scienza d’Amore ” .

evoluzione umanaCITTADINI DI UN NUOVO MONDO

- Appunti liberi di storia uni-versale -

Gli argomenti trattati in questo spazio web che mirano nel loro insieme a delineare una storia dell’universo coerente ma soprattutto finalizzata ad illuminare e a essere di ausilio ad un prassi conseguentemente trasformativa del reale, sono i seguenti:

1.  Storia e Relazione: la storia dell’uni-verso che è il lavoro fondamentale e principale su cui fanno perno gli sviluppi e gli approfondimenti su alcuni tra i momenti decisivi e di svolta del processo evolutivo universale.

“Storia e Relazione” tratta quindi di tutta la storia dell’universo, dall’evento Big-Bang quale primo evento spazio-temporale (storico) fino al destino ultimo dell’universo.

Storia dell’uni-verso appunto intesa come storia del lento ma continuo e irreversibile movimento verso l’Uno come dice il suo stesso nome in maniera inequivocabile e altamente esplicativa.

Uni - verso

Storia che coincide anche con la storia stessa della relazione essendo la vita e la realtà stessa nella sua essenza relazione, solo relazione e niente altro che relazione.

Il concetto di relazione pertanto va inteso nel suo senso forte ontologico e soltanto da questo punto di vista il fenomeno storico viene ad essa subordinato e ridimensionato nella sua importanza quale semplice espressione storica ovvero spazio-temporale di una realtà altra fondante la realtà storica stessa: la realtà ontologica dell’essere relazionale. Così la realtà dell’evoluzione acquista la potenza euristica propria della concezione dell’evoluzione parallela dell’essere relazionale: il pensiero, essendo il pensiero relazione e le forme concrete o storiche del processo evolutivo del pensiero.

2. L’intuizione giovannea.

L’intuizione giovannea del Logos come Archè e la natura duale del Logos giovanneo. Inizio dell’era cristiana: Giovanni il Teologo a partire dall’insegnamento e dall’esperienza con il gruppo di allievi, apostoli e discepoli del Rabbi innovatore dell’ebraismo tradizionale Ieshuà di Nazareth, rivoluziona l’obsoleta concezione monoteistica propria dell’ebraismo chiamando il Padre Logos (Pensiero) e riconoscendo la natura duale del Pensiero-Dio Logos essendo Egli la Relazione Originaria e fondante ogni relazione derivata (Arché). Giovanni portando avanti gli ultimi esiti della ricerca teologica ebraica dell’ultimo Gesù, oltre a riconoscersi Figlio del Padre si legittima anche quale tutt’uno con il Padre ponendo così le basi per il superamento radicale anche se nel tempo della dinamica edipica quale guerra/dipendenza Padre/Figlio che struttura la realtà della massa sia quella materiale (pensiero oggettivato negli oggetti materiali) che della massa immateriale (la dinamica infinita del pensiero fermata nelle sue forme particolari quali pensati del pensiero o storia del pensiero).

3. La dinamica dialettica del Pensiero.

La dinamica dialettica del Pensiero in George Wilhelm Friedrich Hegel. Con questo autore filosofo e teologo si mette in evidenza la dinamica del Pensiero quale dinamica dell’alienazione nel suo doppio aspetto non soltanto negativo ma anche in quello positivo. Il concetto psicoanalitico di proiezione o transfert può essere inteso come una prosecuzione di questa impostazione di lettura della dinamica del pensiero, forte anche del concetto di rimozione della proiezione che è ciò in cui consiste l’inconscio sia quello prodotto dalla rimozione individuale che quello prodotto dalla rimozione collettiva. La psicoanalisi è anche consapevole di un inconscio universale che è il non sapere di sè al livello di esseri universali più ancora che del proprio essere storico-collettivo.

4. Oltre Hegel: la psicoanalisi.

Ricollegandoci al discorso sulla Relazione da cui eravamo partiti all’inizio, sempre da questo punto di vista acquista particolare importanza la psicoanalisi quale stadio ultimo della scienza della relazione ovvero scienza d’amore da sempre perseguita dal principio evolutivo stesso. E la psicoanalisi è proprio quella scienza nella quale il concetto di relazione è fondante non solo la teoria ma la stessa prassi.

1899: data di pubblicazione de “L’interpretazione dei sogni” ad opera del dottor Sigmund Freud. Dopo il trionfo della tecnica e delle ideologie del mercato proprie della borghesia e dell’aristocrazia operaia integrata, il timido avvento di un nuovo paradigma scientifico destinato a operare la nuova e ultima rivoluzione scientifica: il metodo di conoscenza psicoanalitico o semplicemente Psicoanalisi mirante a far emergere alla consapevolezza della coscienza la trama dell’interdipendenza universale paradossalmente causata proprio dall’intersoggettività di fondo celata in essa.

L\'opera di Freud che ha dato l\'avvio alla nuova e ultima via di conoscenza

“L’interpretazione dei sogni” del 1899, quale via maestra per accedere al non-sapere-di-sè individuale poi collettivo e infine universale, lo scritto fondamentale di Sigmund Freud che ha dato l’avvio alla nuova e ultima via di conoscenza quale ultimo tratto di percorso del Pensiero Uno.

1912: è una data importante per la psicoanalisi in quanto con Carl Gustav Jung la concezione psicoanalitica della libido che pur già in Freud non era sostanzialmente concretistica presentandosi già in Freud il piano dell’espressione sessuale della libido come manifestazione della realtà del “Discorso”. Quì tuttavia con Jung questa impostazione di visione subisce un ulteriore, ma non ancora definitivo, passo avanti verso l’emancipazione dal concretismo, quello stesso concretismo che sta alla base dei metodi di conoscenza oggettivanti (cosiddetti scientifici) da cui fanno fatica a emanciparsi essendo il concretismo inerente proprio all’atteggiamento del ricercatore scientifico con l’altro del discorso che si fa e si svolge in sè ma che questi proietta concretisticamente appunto fuori di sè come fosse una realtà autonomamente esistente e non relata in maniera inscindibile al suo sguardo riflettente.

I medici-pionieri che costituirono le prime avanguardie del movimento psicoanalitico internazionale al congresso del 1911. Freud e Jung al centro

I medici-pionieri che costituirono le prime avanguardie del movimento psicoanalitico internazionale al congresso del 1911. L’ebreo Freud e il cristiano Jung al centro della nuova cellula psicoanalitica.

Il Pensiero Vivente oltre la psicoanalisi. Superato il concretismo, che consiste nel non trattare più la realtà del “discorso” come un fatto meramente intellettuale, (trattasi infatti di realtà vivente: il Dio Vivente, il Logos appunto o Pensiero Vivente) giunge a conclusione il processo dialettico inclusa la sua ultima fase psicoanalitica e si dà l’apertura all’Oltre dialogico infinito. Il pensiero infatti, evolutivamente parlando, è l’ultima forma vivente dopo le forme materiali prima e biologiche dopo. E pur manifestandosi solo alla fine, il Pensiero è quel vivente che stava all’inizio, alla radice: l’Archè.

I vari livelli evolutivi di volta in volta prima raggiunti e poi stabilizzati dalla storia della coscienza universale: Coscienza Semplice, Autocoscienza, Soggetto Riflessivo Individuale, Soggetto Riflessivo Super-Individuale, Soggetto Super-Riflessivo che è anche il Soggetto Pensante Ultimo fino ad arrivare infine al Soggetto Pensante Unico che è l’unione stabilizzata di tutti i Soggetti Super-Riflessivi di tutto l’uni-verso e quindi di tutti coloro in grado di trascendere il vissuto della propria soggettività come soggettività individuale per riconoscersi nel processo evolutivo del pensiero quale soggettività universale, passo necessario e propedeutico affinchè si possa dare per la prima volta nella storia dell’evoluzione della vita e finalmente la vita infinita, vale a dire che quella vita di cui le religioni hanno tanto parlato intuendola più o meno vagamente, la vita eterna, finalmente diverrà realtà. Non che ci sarà un’altra vita ma sarà questa stessa vita che continuerà. La vita finita infatti non può che rimanere la vita finita proprio perchè è finita, sarà invece quella che già adesso è la vita infinità che continuerà ad essere la vita infinita. Per quanto riguarda invece il lavoro che ancora ci separa da quell’evento finale resta il fatto che il vero salto evolutivo è stato il superamento del SRI in cui consta l’ultima mutazione favorita e innescata sincronisticamente dalla nascita e dallo sviluppo della via di conoscenza psicoanalitica quale continuazione ad un più alto livello di consapevolezza della via di conoscenza cristica.

Thérèse Martin: l’Amore  e la Scienza d’Amore

Tratta della storia o biografia anche postuma di una (della) donna (Dio): Thérèse Martin (Alencon 1873 – Lisieux 1897).

Thérèse Martin

Se con gli argomenti precedentemente trattati ho voluto raccontarmi quella che è anche la mia storia, storia molto più importante e interessante della mia singola e piccola storia personale, con quest’ultimo argomento, molto più semplicemente, ho inteso invece rendere omaggio all’Altro Dio nelle sembianze di una singola donna che non a caso in questi ultimi anni dopo la demistificazione e una lettura più approfondita del suo percorso evolutivo viene associata alla “Scienza d’Amore” che si svela sempre più come quella lenta ma progressiva e irreversibile costruzione della storia che va oltre la storia. E’ vero che la storia si è occupata di Lei nel bene come nel male e continua ad occuparsene non potendo dimenticarla essendo essa una “potenza ontologica” ma la storia passa mentre Thérèse Martin resta poichè Thérèse Martin è l’Amore, poichè Thérèse Martin è Dio. In questo senso la grande teologa dell’amore non appartiene alla chiesa cattolica: quando la chiesa cattolica, che è un fenomeno storico, non c’era ancora, Thérèse Martin c’era già essendo essa il cuore del logos, di quel logos che era in principio. Ed è proprio per questo che lo chiamiamo Logos e non pseudologos poichè a differenza del logos, il Logos-che-era-in-principio stava presso Dio e simultaneamente era Dio sì che il cuore pur essendo altro dalla mente è anche la mente. Sempre in questo senso, di Thérèse Martin possiamo addirittura dire che non appartiene nemmeno alla storia universale: ma dei suoi natali possiamo dire quanto altrettanto potremmo dire dei natali di tutti coloro che si sono fatti tutt’uno con Amore: essi sono l’alfa e l’omega e pur essendo nel mondo non appartengono al mondo che pertanto non è la loro casa naturale di cui potersi permettere di avere una qualsivoglia nostalgia.

Abbandonare il corpo al suo destino

(per riconoscersi totalmente nel Pensiero)

La lettura più significativa dei movimenti rivoluzionari dell’epoca capitalistica e poi imperialistica a partire dal contadino costretto a divenire operaio Ned Lud che vede nella tecnica il nemico da sconfiggere fino ai nuovi movimenti contro l ‘alienazione proprietaria si inscrivono indipendentemente dalle motivazioni dei singoli o gruppi nel comun denominatore di una lotta generalizzata per la liberazione del lavoro.

Liberare il lavoro significa liberare il pensiero e liberare il pensiero coincide con il liberare l’amore stesso imprigionato dalla sua cecità.

Da evoluzionisti non neghiamo nemmeno il valore evolutivo della proprietà e salutiamo l’anno mille che ha visto grazie alle crociate l’espandersi dei mercati e il nascere della nuova classe borghese che affosserà il feudalesimo con tutti i suoi pregiudizi e costituendo così la nuova base sociale e di potere per lo svilupparsi del pensiero tecnico scientifico con annessi anche, se vogliamo dirla tutta, i nuovi pregiudizi scientisti e tecnocratici.

Non ci stiamo allontanendo dal campo su cui stavamo riflettendo poichè il lavoro e la libido sono la stessa cosa ed essi sono proprio l’essenza del pensiero che è energia e potere trasformativo.

Dalle tante soggettività individuali ad un’unica soggettività universale

Quindi Hegel e lo stesso Freud c’entra in tutto questo poichè la psicoanalisi si situa proprio in una lotta ancor più radicale e più consapevole di liberazione del lavoro (libido) dalla tirannia proprietaria dell’Io con una nuova concezione copernicana della psiche che spodesta l’Io dal ruolo di padrone del Pensiero (il processo psichico-spirituale).
La lettura che personalmente dò dell’ultima epoca storica, e lo sottolineo per precisare che vincola solo me e non coloro che magari ritengono ugualmente la psicoanalisi come la punta più avanzata dell’evoluzione, è che a mio modo di vedere l’utopia comunista della riapropriazione collettiva non tanto dei beni di consumo quanto dei mezzi di produzione quale liberazione del lavoro, essenza della natura umana, è stato il massimo, il confine estremo che l’umanità sia riuscita a concepire: la dissoluzione della proprietà come elemento di alienazione dell’umanità dalla sua vera natura che consiste nel suo essere sociale e quindi relazionale.

Forse non è un caso e comunque rimane significativo che la psicoanalisi nasce nello stesso anno, il 1895, della morte di Engels che oltre ad essere l’ultimo del duo di allievi di Hegel impegnati nel trasformare l’antica utopia antiproprietaria in una vera e propria scienza della rivoluzione è anche colui che coglie una dialettica nella stessa storia della natura e non solo nella storia umana.

Le cose se non sono andate come si sperava andassero è perchè la natura è molto più antiproprietaria degli stessi cosiddetti rivoluzionari: la natura è infatti rivoluzione permanente proprio in questo senso antiproprietario anche se si ci ferma ai particolari può non essere così evidente che sia così.

Così dopo la parola d’ordine nata nel 1917 “Tutto il potere ai Soviet” la rivoluzione che ha condotto la sintesi a compimento grazie al nuovo movimento rivoluzionario psicoanalitico esplicita e mette in guardia i semplicisti della lotta all’indole proprietaria come non si può superare l’atteggiamento proprietario sino a che non ci si riconosce totalmente in colui che è la rivoluzione, il principio di trasformazione: il Pensiero.

Il Pensiero che ha detto e dice di sè di giorno come di notte nel discorso della scienza come nel discorso del sogno, che parla tramite la voce della ragione come attraverso la voce della fantasia.

Così nell’epoca che segue il compimento della sintesi si apre una nuova e ultima epoca in cui la parola d’ordine dei nuovi e ultimi innovatori dello status quo è: “abbandonare il corpo al suo destino”.

Abbandonare il corpo al suo destino avendo questi, quale ultima forma hardware dell’evoluzione biologica, portato a compimento la sua missione di trasformare con il lavoro, già a partire dal nostro più antico antenato “homo habilis”, la natura umanizzandola e dando così nascita ad un nuovo mondo totalmente simbolico (noosfera) per riconoscersi così infine grazie proprio a questo abbandono, totalmente, dicesi totalmente, nel Pensiero.

Se la vecchia umanità è stata un ponte tra la natura e la cultura, la nuova umanità cessa di essere un tale ponte: essa è il nuovo corpo del pensiero vivente, la nuova umanità è il corpo di Dio, il Pensiero Vivente, consapevole di esserlo.

Continuare a credere e a voler far credere che l’epoca della sintesi non sia ancora finita per cui c’è bisogno ancora di teorizzare la rivoluzione significa fare resistenza proprio alla rivoluzione che invece si dice di voler perseguire.

Oggi non è più il tempo di tattiche e strategie rivoluzionarie: oggi è il tempo di abbandonare la nave (o l’”Astronave Terra” che dir si voglia) e…si salvi chi può!

…si salvi cioè chi è disposto a sacrificare la memoria più famigliare dell’uni-verso per la nuova realtà più inconsueta dell’Uno Vero.

L’esodo è cominciato, un nuovo esodo come quello dalla Terra di Egitto, Terra di Esilio, verso la nuova patria dove scorre il latte e il miele, la Nuova Gerusalemme. Un nuovo e ultimo viaggio, attraverso i deserti e il Mar Rosso, un viaggio questa volta senza scorte di beni e di viveri, leggeri come il fanciullo nietzchiano non avendo alcuna convenzione o ritualità come legge, ma non avendo altra legge che quella scoperta nell’ambito della pratica del nuovo Mosè, Sigmund Freud, ovverossia le dinamiche relazionali incestuose-edipiche scoperte da Freud e colte nella loro vera direzione (senso) dal suo più fedele allievo dello spirito freudiano anche se non della lettera freudiana: Carl Gustav Jung.  Senso delle dinamiche incestuose-edipiche espresse in maniera meno timida da come l’aveva espresso Jung negli anni successivi al termine del suo lungo lavoro di psicoanalista. Questo senso, quale arcano della relazione, è stato così infine espresso come la legge universale che impone ai due della relazione di distinguersi per potersi unire,  veramente e per sempre in quel punto-momento finale situato aldilà dello spazio-tempo. Movimeno verso l’unione divina che si concretizza sia pure nel tempo che scandisce la psicoanalisi quale humus o nicchia ecologica dell’ultima mutazione avvenuta nella specie.

Il movimento rivoluzionario psicoanalitico internazionale nel suo incedere lungo la sua più che centenaria storia fatta di prassi quotidiana all’ascolto della voce dell’inconscio ha inconsapevolmente spostato la frontiera minando alla radice il Soggetto Riflessivo Individuale ( SRI ) e innescando l’ultima mutazione. All’ordine del giorno dei soggetti rivoluzionari ora c’è solo il processo per la stabilizzazione del nuovo Soggetto Super-Riflessivo che è in marcia ed è inarrestabile non esistendo già più altro soggetto a meno che non ci si voglia riferire con questo termine alla memoria del Soggetto Riflessivo individuale e alla sua ormai obsoleta logica della separazione dell’essere.  Non resta che augurarsi quindi che anche i nostri amici dell’Aldilà, e non solo le tradizionali avanguardie,  si siano decisi a optare per la trasformazione e pertanto siano anch’essi in marcia per poter confluire nell’UNO VERO finale affinchè non ci sia mai più nè un Aldiquà nè un Aldilà, nè un “interno” nè un “esterno”, nè un “alto nè un “basso”, nè “maschio” nè “femmina” “affinchè tutti siano una cosa sola” (“Ut Unum Sint”): cittadini di un nuovo mondo, non più figli delle stelle ma del Pensiero stesso che le stelle ha generato.

Motore di Ricerca: per un ulteriore approfondimento di queste tematiche quì si può trovare una raccolta di documentazione e link correlati ai precedenti argomenti trattati


Evolution Laboratory Research

- Go to search roots of One -

- Free diary of universe history -

Topics covered in this web space are basically only two:

1. History and Report:

Is the whole history of the universe, from the Big Bang-which first event spatio-temporal (historical) until final destiny of the universe.

History of-fact as to the history of slow but continuous and irreversible movement towards One as he same name unequivocally and highly explanatory.

History coinciding with the history of the report being life and reality itself in its report, only report and anything else that report. The concept report therefore has to be understood in its strong sense ontological and only from this point of view the historical phenomenon is subject to it and reduced its importance as simple expression or historical time-space of a reality other founding the historical reality itself: ontological reality of relational. So the reality of the purchasing power of its heuristic concept of parallel of relational: thinking, thought they report and the concrete forms or historical process of evolutionary thought. Also from this point of view acquires particular importance psychoanalysis which last stage of the science of the report or science of love has always pursued by the principle of evolution itself.

2. Thérèse Martin and Science of Love:

Is the story or even posthumous biography of a woman (of) (God): Thérèse Martin (Alencon 1873 – Lisieux 1897).

If the first issue I wanted to tell what is also my history, history much more important and interesting of my single and small personal history, with the second argument, much more simply, I intended to pay tribute instead God in the Other appearance a single woman who is no accident that in recent years after demistificazione and a deeper reading of its evolutionary path is associated with “Science of Love” that reveals more and more like the slow but progressive and irreversible construction of history that goes beyond history. It ‘true that history has dealt with you in good as in evil and continues to deal with not being able to forget it a “power ontological” but history passes while Thérèse Martin remains as Thérèse Martin is Love, as Thérèse Martin is God. In this sense the great theologian of love does not belong to the Catholic church: when the Catholic church, which is a historical phenomenon, there was still Thérèse Martin was already as it is at the heart of logos, logos of that which was in principle. It is precisely for this reason that we call Logos and not pseudologos. In this sense, Thérèse Martin can not even say that even belongs to world history, but its birthplace can say the same could be said of the birthplace of all those who have made one with Love: they are the alpha and ‘Omega and although in the world do not belong to the world that is therefore not their natural home of which have nostalgia.

Leave the body to its fate
(for granting totally in Thought)

The reading most significant movements of revolutionary capitalist and imperialist from the farmer forced to become Ned Lud worker who sees the technique to defeat the enemy until the new movements against ‘alienation proprietary form regardless of the motives of individuals or groups the common denominator of a generalized struggle for the liberation of work.
Unleashing the work means free thought and free thinking coincides with the free love itself imprisoned by his blindness.
From evoluzionisti not even deny the evolutionary value of the property and we salute the one thousand years which saw crusades thanks to the expansion of markets and the birth of the new bourgeois class that affosserà the feudalism with all its prejudices and thus the new social base and power for the development of scientific thought with technical annexes even if we say it, new prejudices scientisti and technocratic.
There are allontanendo from the field on which we were thinking as the work and libido are the same thing and they are the essence of thought that is energy and power trasformativo.

From the many individual subjectivity to a single universal subjectivity

So Hegel and Freud the same factor in all this because psychoanalysis is in a struggle even more radical and more aware of liberation for a job (libido) from the tyranny dell’Io owner with a new concept of Copernican psyche.

The reading that I personally give the historical era, and I emphasize to clarify that binds only me and not those who might consider equally psychoanalysis as the tip of the most advanced, is that in my view the communist utopia of riapropriazione collective rather than consumer goods as the means of production as a liberation of work, essence of human nature, was the maximum, the border extreme that humanity has been able to conceive: the dissolution of property as an element of alienation ‘ humanity from its true nature which consists of his being social and relational then.
Perhaps it is no coincidence but remains significant that psychoanalysis was born in the same year, 1895, of the death of Engels that besides being the last duo of pupils Hegel engaged in transforming the old Utopia antiproprietaria in a real science is also the one that takes a dialectic in the same history of nature and not only in human history.
Things go if they are not going as we hoped it’s because nature is much more antiproprietaria the same so-called revolutionaries: nature is permanent revolution in this sense antiproprietario even if we stop to the particulars may not be so obvious that this is the case.
So after the watchword born in 1917 “All the Soviet power” revolution which led the synthesis to completion with the new revolutionary movement psychoanalytical explicit and warns the semplicisti the fight to type as the owner can not be overcome the attitude owner until they are fully recognize in him who is the revolution, the principle of transformation: Thought.
Mind you said and says of himself by day and night in the discourse of science as in speech dream, who speaks through the voice of reason as through the voice of imagination.
So during the following summary of the accomplishment opens a new and final time when the watchword of the new and recent innovators of the status quo is “abandoning the body to its fate.”
Leave the body to his fate having these, which last hardware form of biological evolution, brought to fruition his mission to transform the work with the nature umanizzandola giving birth to a new world entirely symbolic (noosfera) for granting so finally, thanks to its this abandonment, totally, totally dicesi in Thought.
If the old humanity was a bridge between nature and culture, the new humanity ceases to be such a bridge: it is the new body of thought living, the new humanity is the body of God, Thought Living.

Continue to believe and want to believe that the era of synthesis is not yet over so we need even theorize the revolution means making its resistance to the revolution which is said to want to pursue.

Today is no longer time to revolutionary tactics and strategies: today is the time to abandon ship (ol ‘ “Spaceship Earth” that say you want) and… who can be saved!
… Save namely who is willing to sacrifice the memory more family- of universe to the new reality more unusual of One True.

3 Risposte a “Home Page”

  1. DaugsCigKig Dice:

    omg.. good work, dude

  2. AnnobMonattari Dice:

    nice work, man

  3. Maria Teresa Ventrella Dice:

    estremamente ben fatto ed esaustivo, apre le connessioni tra i tempi e le visioni

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